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Arcidosso

Arcidosso

Arcidosso è uno dei borghi più suggestivi del Monte Amiata.

La parte più antica del paese è caratterizzata dalla presenza della Rocca Aldobrandesca – assediata nel 1331 dai Senesi comandati da Guidoriccio da Fogliano, e passata nel 1559 sotto il controllo dei Medici.


Dove si trova: Arcidosso, in provincia di Grosseto (Toscana-Italia)

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Descrizione

Arcidosso è uno dei borghi più suggestivi del Monte Amiata.

La parte più antica del paese è caratterizzata dalla presenza della Rocca Aldobrandesca – assediata nel 1331 dai Senesi comandati da Guidoriccio da Fogliano, e passata nel 1559 sotto il controllo dei Medici.

Appena si arriva ad Arcidosso si ha di fronte l’imponente monumento ai Caduti del Lavoro, a destra della scalinata da cui vi si può accedere si trova una lapide che indica il luogo dove fu ucciso nel 1878 David Lazzaretti, il Profeta dell’Amiata.

Storia

Arcidosso risulta essere storicamente uno dei centri più importanti del Monte Amiata, nonché uno dei principali centri tra le province di Grosseto e Siena.

Il nome di Arcidosso viene menzionato per la prima volta in un documento del 4 marzo 860. Il nome deriva probabilmente dai sostantivi latini arx e dossum, che significano rispettivamente fortezza e dosso. A partire dal XII secolo si trovò a far parte dei possedimenti della famiglia degli Aldobrandeschi della Contea di Santa Fiora, i quali la fortificarono, iniziando la costruzione del castello e la torre maestra con l’aiuto degli abitanti di Casal Roveta, Talassa e Montoto, antichi insediamenti medioevali oggi scomparsi. Nel 1331, dopo uno dei più lunghi assedi condotti dall’esercito senese, comandato dal condottiero Guidoriccio da Fogliano, il castello ed il borgo di Arcidosso entrarono a far parte della Repubblica di Siena. Questo storico evento è stato dipinto da Simone Martini e figura nel museo del Palazzo Pubblico di Siena, oggetto di una accesa disputa sull’attribuzione artistica dello stesso non ancora conclusa.[6]

Arcidosso divenne poi sede di un vicariato tra il 1347 e il 1348, rimase sottomesso a Siena fino alla fine della Repubblica nel 1559, quando passò ai Medici di Firenze, che vi nominarono un capitano di giustizia. Ottenuto il ruolo di “capitale” amministrativa del Monte Amiata, ricevette le visite dei granduchi Cosimo II nel 1612 e di Leopoldo II nel 1842. Durante il periodo del Granducato di Toscana, fino a pochi anni prima dell’unità d’Italia, Arcidosso arrivò a contare oltre 12.000 abitanti: il quadruplo di quelli che risiedevano nel capoluogo di provincia Grosseto. Arcidosso, in seguito alla costituzione dello Stato unitario italiano venne eletto al ruolo di pretura. Il comune ha subito una drastica riduzione demografica a partire dal dopoguerra e molte località del territorio sono oggi nettamente spopolate. Tuttavia, la vicinanza alle piste da sci sulla vetta del Monte Amiata, la presenza di luoghi di interesse storico-artistico, la realizzazione di percorsi naturalistici e culturali, hanno reso Arcidosso una località turistica particolarmente frequentata d’estate e nel periodo invernale. Inoltre nella seconda metà dell’Ottocento fu proprio questa cittadina a vivere le gesta e l’avventura mistica e sociale di David Lazzaretti.

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