Galleria Mineraria del Cornacchino

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Storia della Galleria Mineraria del Cornacchino

La storia mineraria di quest’area inizia da tempi lontanissimi, come testimoniato dai ritrovamenti di utensili litici dei primordi della storia dell’uomo.

Cornacchino altro non è che la trasformazione del nome Cornalino o Cornalina, da Monte Cornio che sovrasta la località. In una delle prime gallerie, detta dei Francesi, venne ritrovata una grotta con una sepoltura, vasellame ed una moneta di Filippo il Macedone datata 300 circa A.C.. La storia moderna inizia nel 1872 a seguito del lavoro dell’Ing. T. Haupt, consulente del Granduca di Toscana per lo sviluppo delle miniere in Toscana, e dell’industriale Schwarzenberg, che individuò i filoni più ricchi che dettero luogo allo sfruttamento moderno. E’ stata questa una delle più terribili miniere dell’Amiata; gallerie strettissime e ancor più stretti budelli, con il materiale che doveva essere estratto in gran parte a mano con piccole cariole in legno. Non veniva usata la polvere da sparo e la meccanizzazione quasi era del tutto assente, spesso utilizzando i bambini e le donne per entrare e scavare nei cunicoli più piccoli.

Il lavoro delle donne fu fondamentale in questa miniera. Erano utilizzate nel lavaggio del materiale estratto per arricchirlo in cinabro, formando poi palle di argilla e roccia, poiché la rudimentale tecnologia dei forni consentiva il solo trattamento di materiale ricco in Cinabro. Queste palle, una volta essiccate, venivano cotte nei forni. Le donne venivano chiamate per questo “Pallatrici”, ed erano il 50% della forza lavoro in miniera.

Il lavoro delle donne terminò quando nel 1897 venne chiamato alla Direzione della miniera l’Ingegnere boemo Vincenzo Spirek, che portò la nuova tecnologia dei Forni Cerman-Spirek: questi riuscivano a trattare anche il materiale più povero, facendo decadere pertanto la necessità dell’arricchimento manuale.

La miniera del Cornacchino è stata la prima dove si sono sviluppati e riconosciuti i primi casi conclamati di Silicosi (malattia professionale causata dall’esposizione prolungata di biossido di silicio), che ancora sconosciuta all’epoca, venne battezzata Cornacchinite.

La storia di questa Miniera si concluse nel 1924 quando venne definitivamente depositata la concessione di sfruttamento.

Rimane oggi visitabile solo parte della galleria Ritorta, un tratto di galleria che originariamente attraversava tutta la montagna fino alla località Rigo, in prossimità del quale c’era un deposito di acqua per la Miniera del Siele.

Dr. Cesare Papalini

Cenni Geologici

Delle numerose gallerie che si trovavano nell’area di questa Miniera, attualmente ne rimane visitabile solo una per una lunghezza di circa 150 mt; la carta sopra riportata è l’itinerario che porta alla galleria Ritorta, ubicata nel braccio in alto del sentiero indicato con puntinatura rossa alla confluenza di tre piccoli corsi d’acqua; la galleria non è armata ma scavata nei Diaspri, sono visibili tracce di mineralizzazione a Cinabro ed una frattura degli strati nella quale si erano depositate le argille mineralizzate.

Per motivi di sicurezza, vista la ristrettezza del luogo, è visitabile a gruppi di cinque persone più la guida e la visita dura un massimo di 2h.

La geologia dell’area più generale è ascrivibile alla Serie Toscana e nel percorso per raggiungere la Galleria dalla partenza, si possono ritrovare ben visibili i terreni della Scaglia Toscana, con le più recenti denominazioni a questa attribuiti (Argilloscisti di Brolio, Marne di Dudda), Calcare a Calpionelle del Titoniano e Diaspri nei quali è impostata la galleria e che offrono delle spettacolari sezioni; meno visibili ma comunque presenti si rinvengono le Marne a Posidomomya ed il Calcare Selcifero (un’area raggiungibile in auto è molto rappresentativa di questi terreni).

Nell’area più generale sono comunque presenti: Il Calcare a Raethavicula Contorta, il Calcare Massiccio (obliterato da fenomeni di idrolisi) ed in alto lembi di Arenaria Macigno; la parte propriamente montana è costituita da Calcareniti a Nummuliti poggianti sulla Formazione di incerta collocazione paleogeografica (così definita quando ero studente e chiamata anche da Cataldi-Squarci e Taffi nel lavoro ENEL UNG 1971).

Il Calcare a Raethavicula Contorta ed il Calcare Massiccio sono difficilmente visitabili perché in aree distanti da viabilità e comunque non sempre ben identificabili perché alterati dalle mineralizzazioni.

Le Calcareniti sommitali sono caratterizzate da fenomeni carsici ed in un piccolo altopiano ben raggiungibile, è possibile individuare molte Doline, inghiottitoi e gli altri fenomeni associati al carsismo. L’area è ben raggiungibile e visitabile, si ha anche una bella visione di un detrito di falda un tempo destinato a cave di pietrisco.

Le aree indicate distano comunque circa Km 3,5-4 dal paese di Castell’Azzara. Tutta l’area Montana fa parte della Riserva Naturale del Monte Penna.

Dr. Cesare Papalini

Specifiche della Visita in Galleria

Il servizio è disponibile su prenotazione

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Contatti

e-mail: infocoop@ecosistemacomunale.it  trekking@visitcastellazzara.com

tel. 0564 951472


  • L’accesso è consentito solo con accompagnatore specializzato, è fornito ed obbligatorio l’uso del casco; la visita è consigliata ad un pubblico sportivo ed allenato (bambini sopra gli 8 anni),
  • per bambini al di sotto di 8 anni è obbligatoria la presenza degli accompagnatori,
  • norme di contenimento emergenza sanitaria COVID-19,
  • sono ammesse alla visita interna della galleria MAX. 4 persone per gruppo,
  • mascherina obbligatoria – non fornita,
  • arrivo sul sito con mezzo proprio, località Cornacchino, Castell’Azzara (GR),
  • temperatura interna della galleria: 14°/17°,
  • casco, cuffia per casco e torcia – forniti,
  • distanza interpersonale – 1 mt,
  • durata della visita – max. 2 ore, pomeriggio miglior periodo,
  • il percorso NON è accessibile per i diversamente abili.

All’interno delle gallerie è possibile la presenza di chirotteri, in tale evenienza il visitatore dovrà tenere un atteggiamento calmo evitando movimenti bruschi, evitando di parlare ad alta voce e rumori molesti per gli animali.

Le visite possono essere sospese a seguito di periodi particolarmente piovosi ed in particolare in autunno-inverno per eccessiva presenza di acqua all’interno delle gallerie. Con presenza di neve o ghiaccio, non possono essere effettuate visite.

Foto ammesse, con obbligo di non arrestare il percorso della visita ed impedire il contatto visivo tra la guida (capofila) e le persone in coda.

È vietata la distruzione e la raccolta di campioni di rocce ed altri reperti di qualunque genere rinvenuti sia all’interno che all’esterno del percorso; in caso di ritrovamenti, gli oggetti o rocce dovranno essere consegnati alla guida.

È sconsigliata la visita a coloro che soffrono in ambienti stretti e con problemi respiratori.

Potranno essere allontanati quei visitatori che tengano comportamento irriguardoso verso l’ambiente e non rispettino le indicazioni contenute nella presente informativa e quelle fornite dalla guida.

L’ Amministrazione declina ogni responsabilità per incidenti che dovessero occorrere ai visitatori lungo il percorso e in galleria.

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