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Castell’Azzara

Correva l’anno 1212, quando Ildebrandino, Bonifacio e Guglielmo Aldobrandeschi, durante una visita ai loro possedimenti, giunsero alle pendici del Monte Penna. Da lassù l’occhio spaziava su tutta la valle del Fiora, sull’immensa bassura del Paglia; erano lì, a due passi, i numerosi castelli che formavano quasi una cintura protettiva intorno intorno al vasto comitato aldobrandesco della zona montana […]

G.B. Vicarelli, Castell’Azzara e il suo territorio. Memorie storiche.


Storia

Castell’Azzara nasce tra l’XI e il XII secolo.

La bellezza e l’invidiabile posizione di luogo strategico per la difesa del territorio, spinse i tre fratelli Aldobrandeschi ad edificare un castello fortificato da torri che avrebbe dovuto mostrare la potenza del Casato ed fermare le mire espansionistiche della vicina Città di Orvieto.

Dopo essersi disputati ai dadi con il gioco della Zara la costruzione del forte, i tre fratelli decisero il nome dell’imponente opera: Castell’Azzara.

Castell’Azzara, al momento della divisione della famiglia nei due rami di Sovana e Santa Fiora (1274-76), fu annessa alla Contea Santafiorese.

Durante tutto il 1300 fu contesa tra famiglie orvietane, Monaldeschi e Filippeschi , senesi, Baschi ed Orsini.

Nel 1430, dopo la morte dell’ultimo esponente della casata, il Conte Guido, la Contea di Santa Fiora fu trasferita per via matrimoniale alla Famiglia Sforza.

Nel 1600 fu ceduta alla famiglia Medici per poi  essere annessa al Gran Ducato di Toscana.

I fatti storici successivi si fanno nel tempo più anonimi, fino a che non si hanno notizie in seguito alla rinascita economica generata dalle miniere che faranno si che, nel 1915, Castell’Azzara diventi autonoma, distaccandosi dal controllo territoriale ed amministrativo di Santa Fiora.



Stemma

Lo stemma araldico di Castell’Azzara è formato da uno scudo sannitico con sfondo bianco dove è raffigurata una fortezza rossa con tre torri sopra le quali sono raffigurati i da tre dadi da gioco narrati dalla leggenda.

Il simbolo ha la seguente blasonatura ufficiale:

«d’argento al castello di rosso, torricellato di tre, il medio più alto, terrazzato di verde, sormontato da tre dadi al naturale segnati coi punti 3 – 5 – 4 di nero»

CastellAzzara-Stemma


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Posizione

Castell’Azzara è un comune italiano di 1.438 abitanti della provincia di Grosseto in Toscana.
Con i suoi 815 m di altitudine, risulta la sede municipale più elevata di tutta la provincia.

I limiti amministravi vedono confinare Castell’Azzara a nord con il comune di Piancastagnaio e la Provincia di Siena, a est con la Regione Lazio (Comune di Proceno) ed est sud-est e sud con il Comune di Sorano, ovest con il Comune di Semproniano e a nord-ovest con il Comune di Santa Fiora.

Monte Civitella

Il territorio comunale ha caratteristche spiccatamente montane, ha un dislivello variabile tra i 353 metri s.l.m. che si misurano presso la Villa Sforzesca e i 1.107 metri s.l.m. della vetta del Monte Civitella che si eleva a ovest del centro abitato di Castell’Azzara, separandolo da quello della frazione di Selvena.

Il M. Civitella è contornato da una serie di cime minori, Monte Penna, Nebbiaio, Monte Crogno, Poggio Ferruzzo, che superano i 1000 metri; il gruppo dei monti continua per costituire una zona omogenea, geologicamente e morfologicamente, a sud per circa 10 Km e comprende una vasta superficie facente parte del Comune di Sorano.

A nord, sino a lambire i piedi del Monte Amiata, la morfologia è molto diversa, anche a causa delle caratteristiche geologiche dei terreni, ma comunque sempre montuosa e la serie di poggi e colli che superano i 900 mt è molto abbondante, ricordiamo, P.gio Pampagliano ( 969 mt) e il M. Calvo alla Selva (930 mt).



Clima

Il clima di Castell’Azzara è influenzato dall’altitudine, essendo il centro il più elevato capoluogo comunale dell’intera Provincia di Grosseto. Ciò nonostante, la posizione a sud-est del cono vulcanico amiatino, fa sì che la temperatura sia relativamente meno fredda rispetto alle medesime quote del versante opposto.

In base ai dati medi disponibili per il trentennio 1951-1980 forniti unicamente da una stazione meteorologica situata presso la località di Selvena, la temperatura media annua si aggira sui +12,2 °C a 640 metri s.l.m., mentre le precipitazioni medie annue risultano abbondanti, oltre i 1.400 mm, favorite quasi certamente dall’effetto stau rispetto ai venti occidentali e a quelli provenienti dai quadranti meridionali del Monte Amiata, oltre alla probabilità di temporali termoconvettivi estivi, vista la vicinanza di rilievi montuosi ben organizza.

Valori termometrici maggiori e pluviometrici sensibilmente minori sono ipotizzabili nell’area della Villa Sforzesca, situata a est delle vette montuose ad una quota di bassa collina.


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Attività Tradizionali

Nel passato le attività economiche di Castell’Azzara sono state esclusivamente incentrate sulle tradizionali colture agricole e principalmente sul pascolo del bestiame. Nel 1840 un contadino castellazzarese detto Mecone rinvenne, in un piccolo affluente del Torrente Siele, circa 40 libbre toscane di Cinabro purissimo (il Cinabro è il minerale dal quale si estrae il Mercurio) e si recò nel paese di Pitigliano per vendere quanto trovato al Farmacista Cesare Sadun (Israelita), il quale inviò il minerale ai suoi cognati, I Modigliani di Livorno ricchi e potenti Industriali, che, constatata la ricchezza del minerale, inviarono sul posto loro esperti che proposero l’apertura di una Miniera per estrarre il Mercurio. Ebbe così inizio l’epopea mineraria della zona e di tutto il comprensorio amiatino. Il primo Mercurio venne prodotto nel 1846 e da quel momento ne iniziò una vera e propria caccia con compagnie minerarie di tutta Europa che intrapresero tantissime ricerche. Molte le miniere aperte, basti pensare che nel solo Comune di Castell’Azzara erano attive, all’inizio del 1900, ben quattro miniere (Siele, Cornacchino, Morone e Solforate). L’epopea mineraria, che portò un elevato benessere oltre ad un durissimo e pericolosissimo lavoro tra le popolazioni amiatine, si concluse nel secolo scorso all’inizio degli anni 80. Venuta meno questa risorsa, grazie alla quale il settore industriale aveva raggiunto già nel 1951 una posizione di preminenza, l’economia del territorio appare oggi più equilibrata. L’agricoltura, che occupa più di un quarto della popolazione attiva, è orientata principalmente verso le colture cerealicole e foraggere, mentre tra i diversi tipi di allevamento spicca quello dei suini. Le attività manifatturiere, che assorbono un altro quarto abbondante degli occupati, comprendono alcuni laboratori per la produzione di capi d’abbigliamento, la realizzazione di infissi in legno e plastica, la lavorazione dei metalli. Nel territorio comunale è praticata anche l’estrazione di argille. Castell’Azzara è inoltre una frequentata meta turistica sopratutto per la  villeggiatura estiva.



Ricette e Piatti Tipici


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Selvena


Posizione

Selvena, un ecosistema naturale meraviglioso, con panorami mozzafiato e angoli nascosti da scoprire, dove si possono fare passeggiate spettacolari, gite a cavallo, trekking a piedi o in bicicletta.

Selvena fa parte del comune di Castell’Azzara, in provincia di Grosseto (Toscana-Italia) e sorge a 658 metri sul livello del mare.

La località di Selvena dista 4,50 Km dal comune di Castell’Azzara di cui essa fa parte. Del comune di Castell’Azzara fanno parte anche le frazioni di Poggio Montone (7,52 km), Querciolaia (11 km) e Sforzesca (5,09 km).



Storia

il paese di Selvena è conosciuto sin dai tempi degli Etruschi e dei Romani che ne sfruttavano le ricche miniere di cinabro ed ha avuto un importante ruolo durante l’età medievale. La fortezza Aldobrandesca risalente al IX secolo che qui sorge, ritenuta inespugnabile fu teatro di continue battaglie assedi e contese. Il conte Giacomo Aldobrandeschi, ultimo dei castellani, scrisse un testamento che impone ai selvignani “di offrire in perpetuo la notte del giorno quattordicesimo d’agosto un cero votivo del valore di 200 denari senesi alla Madonna assunta in cielo”, tradizione che venne col tempo abbandonata, ma ora fissa ricorrenza nel calendario delle feste di Selvena. Tale ricorrenza anticipa la rievocazione storica della giornata successiva.



Monumenti e Luoghi d’interesse

  • Rocca Silvana, situata poco a sud del borgo, si tratta di un antico castello degli Aldobrandeschi, ricordato sin dall’anno 833, di cui sono oggi visibili i ruderi.
  • Chiesa di San Nicola da Tolentino, costruita nel 1797 e consacrata nel 1838, è stata ampliata con l’aggiunta del campanile nel 1850. L’edificio è stato restaurato radicalmente nel 1935. La chiesa sorge a sostituzione dell’antica pieve fatta costruire nel 1238 dalla contessa Tomasia, come ricorda una targa posta sullo spigolo sinistro della facciata, proveniente dalla vecchia pieve.

Altro luogo di interesse sono le ricchissime miniere di cinabro molto vicine al paese:

  • la miniera del Morone (uno dei più ricchi giacimenti toscani).
  • la miniera del Siele.

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