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APPROFONDIMENTI

Anello Riserva Naturale del Monte Penna

L’Anello ciclo pedonale della Riserva Naturale del Monte Penna (ANELLO RNMP) è costituito da un insieme di sentieri già tracciati che attraversano la Riserva e la mettono in connessione con altre aree di rilevanza naturalistica del comprensorio amiatino, o con percorsi di recente avvio come l’itinerario «Vetta-Mare».

Il progetto consiste nella riqualificazione dei sentieri e dell’intera area della Riserva, con finalità di riappropriazione e utilizzo responsabile da parte della Comunità, del proprio patrimonio naturale, per farlo tornare a far parte della vita quotidiana dell’Ecosistema, oltre che per fornire il palcoscenico naturale per molteplici iniziative di tipo culturale, ricreativo, sportivo.


I punti cardinali dell’Anello sono:

  • La Rocca Silvana presso Selvena.
  • L’area ex-vivaio presso Castell’Azzara
  • Le ex miniere del Siele
  • Le ex miniere del Cornacchino
Anello riserva naturale del Monte Penna-Visit castell'Azzara

L’ Anello RNMP lavora in sinergia con l’altro elemento strategico del sistema “turistico” che è costituito dalla Villa Sforzesca che dovrà rappresentare un’importante sede di accoglienza e “porta di accesso” sulla direttrice Cassia, ovvero Francigena, la Val d’Orcia, l’area del tufo, ovvero Sorano e Pitigliano e quindi dei flussi provenienti dalla costa.

Il progetto sarà completato da una PISTA CICLABILE lungo le strade provinciali e comunali, che attraversi sia Castell’Azzara che Selvena con attraversamento di punti panoramici.

Saranno utilizzabili biciclette a pedalata assistita e punti di assistenza tecnica qualificata per bikers, runners e tutte le altre discipline.

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Percorrendo i numerosi sentieri presenti si evidenzia che il bosco misto e’ la vera caratteristica dell’area con un’altissima varietà di specie presenti che spaziano dal Leccio (tipica pianta mediterranea) presente nelle rupi calcaree ed assolate, all’Acero, al Faggio, l’Abete Bianco (piante esclusivamente montane) e molte altre specie minori anche arbustive; da segnalare la presenza del Leccio alla Ripa di Selvena alla quota di 1000 m.slm e vicinissimo, cambiando esposizione si può incontrare il Faggio e l’Abete. Viceversa nelle vallate più fredde ed esposte al Nord, queste ultime due piante scendono abbondantemente sotto la loro quota abituale, alle Valli di Castell’Azzara località  alla quota di 700 mt e la massima altezza di 950, la faggeta e’ caratteristica,  lungo il Torrente Scabbia ed in molti altri luoghi, non e’ raro incontrare il Faggio e l’Abete Bianco chiaramente fuori quota; alla vicinissima località del Pigelleto, (Comune di Piancastagnaio), Biotopo  meritevole di conservazione segnalato per la presenza di un’abetina relitta delle glaciazioni, il Tasso (Taxus Baccata) trova l’ultimo luogo dove crescere tranquillamente (Presente anche in pochi esemplari al Cornacchino).

E’ bene chiarire che il territorio è uno dei maggiori a vocazione ambientale della Toscana come significato dalla carta Regionale di seguito riportata

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ove vengono  indicate le aree a protezione speciale che sono:

  • Monte Penna, Bosco della Fonte e M.te Civitella – Codice IT5190020 – Tipologia SIR – pSIC.
  • Foreste del Siele e Pigelleto di Piancastagnaio – Codice IT5180013 – Tipologia SIR – pSIC.
  • Alto corso del Fiume Fiora – Codice IT5190019 – Tipologia SIR – pSIC – ZPS.
  • Riserva Naturale Regionale del Monte Penna (è inclusa all’interno del SIR Monte Penna, Bosco della Fonte e M.te Civitella)

Da significare che il nostro è uno dei pochi Comuni Toscani che ha nel suo territorio ben tre Siti di interesse Comunitario e Regionale e ricompresi nei Siti natura 2000 con una Riserva Naturale Regionale. Da parte di alcuni soggetti era stato proposto diverso tempo fa, di includere tra le Foreste del Siele e Pigelleto anche i confinanti terreni della Valle dello Scabbia, sempre in Comune di Castell’Azzara per l’alto valore ambientale dei boschi presenti.

La Riserva è attraversata da numerosi sentieri, i percorsi non sono difficili e percorribili anche a cavallo; è sconsigliato l’uso di biciclette per alcuni passaggi complessi. Questi attraversano le aree di maggior rilievo ambientale e di interesse anche geologico, abbondante lungo i percorsi la presenza di piante monumentali di varie specie, tra le quali le più significative sono:

Castagni Monumentali della Piana del Castagneto a Selvena ed Aceri Montani, Frassini maggiori e Cerri sparsi un pò dovunque sul territorio

 

 

                 Quercia Gobba al Cornacchino                                            L’Acerone Monte Penna

  

    Parete rocciosa M. Penna

Piana del Castagneto Selvena

TRACCIATI DI SENTIERISTICA ALL’INTERNO DELLA RISERVA NATURALE

in rosso sentieri locali, in azzurro sentieri di comunicazione con altri territori, punti gialli Grotte censite

 sentiero Galleria Ritorta

I PERCORSI CICLABILI

L’Anello ciclo pedonale della Riserva Naturale del Monte Penna (ANELLO RNMP) è costituito da un insieme di percorsi esistenti, principalmente su strade carrapili ed asfaltate, che attraversano la Riserva e la mettono in connessione con altre aree di rilevanza naturalistica del comprensorio amiatino identificate nelle:

-Riserva Naturale SS. Trinità alla Selva di Santa Fiora

-Riserva Naturale del Pigelleto di Piancastagnaio (SI).

Altri siti di interesse sono l’area montana più generale identificabile come

-Roccaccia di Monte Vitozzo,  e Zona Archeologica di Sovana

(Comune di Sorano), confinante con la R.N. M. Penna e già servita da una buona viabilità che le mette in comunicazione.

Sono stati attrualmente progettati tre anelli così individuati:

CICLABILE CASTELL’AZZARA ROCCA SILVANA-MINIERA MORONE- P.GIO MONTONE della lunghezza di KM 23

CICLABILE CASTELL’AZZARA-MINIERA SIELE RISERVA NAT. PIGELLETO della lunghezza di KM 22.00

CICLABILE CORNACCHINO-FAGGETO M.VITOZZO-VALLI  della lunghezza di KM 16,00

Sono allo studio ulteriori circuiti che partendo sempre da Castell’Azzara conducano uno alla Riserva Naturale della SS. Trinità e l’altro a Sovana.

E’ nostra intenzione  noleggiare  CicloBike con pedalata assistita con la relativa attrezzatura , dotate di navigatore che, oltre ad individuare le strade da percorrere., potrà fornire descrizioni particolareggiate  dei punti più importanti e salienti lungo i percorsi.

ARCHITETTURA

Storicamente gli edifici più importanti e di rilievo, che si possono visitare nel territorio sono essenzialmente 2 Rocca Silvana e Villa Sforzesca (a seguire descrizione architettonica poichè io non sono storico)

DI VILLA SFORZESCA NON HO FOTO.

 Rocca Silvana anno 1965

 Rupe Rocca Silvana dalla Miniera del Morone

 Rocca Silvana oggi

E’ stata la storia degli abitanti di questi luoghi molto più dura di quelli del resto dell’Amiata, l’isolamento, i lunghi e freddi inverni, l’agricoltura povera ed il duro lavoro delle miniere, la proprietà terriera concentrata per secoli nelle mani di pochi, hanno contribuito a rivestire queste genti di una scorza di innata diffidenza che si scioglie però  dopo i primi contatti; sono queste le cause che hanno fatto questo paese un luogo povero di monumenti architettonici ma pur sempre ricco di dignità, storie umane straordinarie e di beni ambientali.

INFORMAZIONI PER LE VISITE

Informazioni preliminari: visite effettuabili solo con accompagnatore previa prenotazione; previ accordi si possono accettare più o meno visitatori di quelli indicati.

SITI APERTI

 Miniera del Cornacchino: visitabile con accompagnatore tutto l’anno con tempo buono max 4-6 persone. TEL PRENOTAZIONI cell 338 791 1311

 Grotta del Sasso Colato: visitabile con accompagnatore (Gruppi di max 4-6 persone), fermo biologico per letargo dei Chirotteri nel periodo invernale Ottobre – Marzo. Nei mesi estivi Luglio – Agosto per presenza Cuccioli di Chirotteri visitabile con cautela. TEL PRENOTAZIONI cell 338 791 1311

 Villa Sforzesca: visitabile con accompagnatore tutto l’anno max 20 persone. TEL PRENOTAZIONI cell 338 791 1311

 Rocca Silvana: visitabile con accompagnatore tutto l’anno max 20 persone con tempo buono. TEL PRENOTAZIONI cell 3397766610

 Miniera del Morone: visitabile con accompagnatore tutto l’anno max 20 persone con tempo buono. TEL PRENOTAZIONI cell 3397766610

Le Grotte ed il Sistema Carsico

Numerosissime le grotte che si aprono nelle pendici calcaree dei monti, poco conosciute ed esplorate, sono il visibile segno lasciato dalle acque sulle rocce calcaree, per le quali la locale Associazione Speleologica ha da tempo iniziato un percorso di valorizzazione includendo la Grotta del Sasso Colato principale e poco distante dal paese, tra le poche grotte turistiche visitabili della Toscana.

Interni Grotta Sassocolato

 

Numerosi sono i fenomeni carsici riscontrabili, i più evidenti dei quali sono le Doline e gli Inghiottitoi che caratterizzano la parte alta del territorio, in particolare si cita la Dolina del Campo dei Fiori, cara agli abitanti del territorio, che è una delle più ampie e ben identificabile come vallecola chiusa circondata dai rilievi calcarei e da un Biotopo di Aceri Campestri e Trilobi.

 

SEZIONE GROTTA SASSO COLATO

 

LE MINIERE

  Anche le vicende storiche hanno influito sulla formazione dell’attuale paesaggio,  infatti quest’area è una delle più ricche dal punto di vista minerario del comprensorio, per cui si è  avuto sin dall’Eneolitico la presenza umana testimoniata dal ritrovamento di strumenti litici antichissimi nei più recenti scavi minerari, la ricerca proseguì in epoca etrusca testimoniata dal ritrovamento al Cornacchino di una sepoltura con vasellame e una moneta di Filippo il Macedone datata al 330 a.c. . Nell’alto Medio Evo lo sfruttamento proseguì con il mantenimento della proprietà terriera nelle mani dei signori feudali, gli Aldobrandeschi prima e gli Sforza poi, i quali traevano buoni profitti dalla cessione dei diritti di sfruttamento, ricordiamo a tale proposito la Miniera di Vetriolo a Selvena e sempre in quest’area si trovano abbondanti Antimonio e Cinabro (minerale del Mercurio che ha dato luogo all’epopea mineraria) il cui sfruttamento è cessato intorno all’anno 74 (nella foto Miniera del Siele Forni Pacific e vecchio edificio ottocentesco).

Successivamente, agli inizi del 900, buona parte dei terreni venivano ceduti alle Società Minerarie operanti nel territorio, mentre quelli rimasti di proprietà feudale sono divenuti di Uso Civico; emblematico il caso del paese di Selvena nel quale è quasi del tutto assente la proprietà privata e persino le case dei cittadini vennero costruite su terreni pubblici.

Nei terreni di proprietà delle Soc. Minerarie i boschi hanno avuto la possibilità di crescere, anche se sottoposti a frequenti tagli di utilizzo effettuati dalle Soc. Minerarie, mentre i terreni di Uso Civico venivano prevalentemente destinati al pascolo di bestiame, ma la storia sociale e lo sviluppo economico di queste popolazioni negli ultimi due secoli sono praticamente legate allo sviluppo della estrazione del Cinabro che abbondantissimo, si trova in queste terre.

    (Miniera Morone interni)

Agli inizi dell’ottocento Castell’Azzara e Selvena, erano piccoli villaggi con poco più di mille abitanti in totale e facevano parte della Contea di Santa Fiora, l’impulso che il lavoro minerario dette al territorio, fece accrescere di molte unità la popolazione tanto che agli inizi del 1900 fu chiara l’esigenza di costituire un Comune autonomo. Il lavoro nelle miniere, connesso ad un forte e caotico sviluppo dell’edilizia,  portò molto prima che negli altri Comuni amiatini, al declino

 dell’agricoltura che era, a causa dell’altitudine dell’area già molto svantaggiata rispetto a territori limitrofi,  ed il sistema dei castagneti da frutto, dei pascoli, vietato nei terreni  delle Soc. Minerarie, andò lentamente disgregandosi; verso la fine degli anni quaranta iniziò una vasta ed estesa opera di rimboschimento che portò a far ricoprire le pendici calcaree dei Monti Civitella e Penna di  Pini Neri ed il caratteristico e brullo paesaggio carsico di questi monti con doline, grotte inghiottitoi, si e’ andato lentamente trasformando e la sporadica vegetazione presente e controllata da sempre dal bestiame al pascolo, si e’ lentamente sviluppata.

Miniera del Cornacchino percorso Galleria Ritorta

 

                      

 Interni Galleria Ritorta

 

  

Nel territorio del Comune furono attive  ben quattro Miniere:

  • Miniera del Siele (al confine con il Comune di Piancastagnaio);
  • Miniera  del Cornacchino;
  • Miniera Solforate Swazenberg;
  • Miniera del Morone.

Le Miniere del Cornacchino-Castell'Azzara-Grosseto-Toscana-Italy