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La storia mineraria di quest’area inizia da tempi lontanissimi, come testimoniato dai ritrovamenti di utensili litici dei primordi della storia dell’uomo. In una delle prime gallerie, detta dei Francesi,venne ritrovata una grotta con una sepoltura, vasellame ed una moneta di Filippo il Macedone datata 300 circa A.C. La storia moderna inizia nel 1872 a seguito del lavoro dell’Ing. T. Haupt consulente del Granduca di Toscana per lo sviluppo delle miniere in Toscana.Dopo una prima serie di ricerche che diedero scarsi risultati, l’industriale Swazenberg individuò i filoni più ricchi che diedero luogo allo sfruttamento moderno.
E’ stata questa una delle più terribili miniere dell’Amiata; gallerie strettissime e ancor più stretti budelli, con il materiale che doveva essere estratto in gran parte a mano con piccole cariole in legno. Non veniva usata la polvere da sparo e la meccanizzazione quasi era del tutto assente.
Di fatto tutto i lavori erano svolti con la sola forza delle braccia, spesso utilizzando i bambini e le donne per entrare e scavare nei cunicoli più piccoli.
Il lavoro delle donne fu fondamentale in questa miniera. Erano utilizzate nel lavaggio del materiale estratto per arricchirlo in cinabro. La rudimentale tecnologia dei forni consentiva, infatti, il solo
trattamento di materiale ricco in Cinabro asportando rocce e terre non mineralizzate e formando palle di argilla e roccia. Queste, una volta essiccate, venivano cottee nei forni. La storia di questa Miniera si conclude intorno al 1918, quando, non più utilizzata, venne messa in manutenzione.
Successivamente nel 1924 venne definitivamente depositata la concessione di sfruttamento. I fabbricati di servizio all’area mineraria divennero poderi e magazzini agricoli. I forni Spirek furono smontati e portati in altre miniere.
Le gallerie abbandonate crollarono e delle rete di percorsi sotterranei rimane oggi visitabile solo parte della Ritorta che attraversava tutta la montagna fino alla località Rigo dove c’era un deposito di acqua per la Miniera del Siele.

La storia mineraria di quest’area inizia da tempi lontanissimi, come testimoniato dai ritrovamenti di utensili litici dei primordi della storia dell’uomo. In una delle prime gallerie, detta dei Francesi,venne ritrovata una grotta con una sepoltura, vasellame ed una moneta di Filippo il Macedone datata 300 circa A.C. La storia moderna inizia nel 1872 a seguito del lavoro dell’Ing. T. Haupt consulente del Granduca di Toscana per lo sviluppo delle miniere in Toscana.Dopo una prima serie di ricerche che diedero scarsi risultati, l’industriale Swazenberg individuò i filoni più ricchi che diedero luogo allo sfruttamento moderno.
E’ stata questa una delle più terribili miniere dell’Amiata; gallerie strettissime e ancor più stretti budelli, con il materiale che doveva essere estratto in gran parte a mano con piccole cariole in legno. Non veniva usata la polvere da sparo e la meccanizzazione quasi era del tutto assente.
Di fatto tutto i lavori erano svolti con la sola forza delle braccia, spesso utilizzando i bambini e le donne per entrare e scavare nei cunicoli più piccoli.
Il lavoro delle donne fu fondamentale in questa miniera. Erano utilizzate nel lavaggio del materiale estratto per arricchirlo in cinabro. La rudimentale tecnologia dei forni consentiva, infatti, il solo
trattamento di materiale ricco in Cinabro asportando rocce e terre non mineralizzate e formando palle di argilla e roccia. Queste, una volta essiccate, venivano cottee nei forni. La storia di questa Miniera si conclude intorno al 1918, quando, non più utilizzata, venne messa in manutenzione.
Successivamente nel 1924 venne definitivamente depositata la concessione di sfruttamento. I fabbricati di servizio all’area mineraria divennero poderi e magazzini agricoli. I forni Spirek furono smontati e portati in altre miniere.
Le gallerie abbandonate crollarono e delle rete di percorsi sotterranei rimane oggi visitabile solo parte della Ritorta che attraversava tutta la montagna fino alla località Rigo dove c’era un deposito di acqua per la Miniera del Siele.

Per info e prenotazioni:

Cooperativa di Comunità Ecosistema Comunale di Castell’Azzara

Telefono: +39.0564.951472

Email: infocoop@ecosistemacomunale.it

*É possibile prenotare il pranzo presso l’agriturismo “Il Cornacchino” al costo di €15,00.

Le Visite si effettuano su prenotazione telefonica, presso sede Coop. o per email, per gruppi min. 5 persone max 20 persone (per norme anti Covid limitato l’accesso alle Gallerie solo 5 persone per volta + accompagnatore, con un massimo di gruppi di 20 persone).
Fornite pile, caschi e cuffie.
N.B.: I MINORI SOLO ACCOMPAGNATI DA GENITORI O ALTRI RESPONSABILI

ORARIO VISITE Mattina ore 8.30-13,00 Pomeriggio 14,30-18,30 Durata visita c.a min 45,00

Per info e prenotazioni:

Cooperativa di Comunità Ecosistema Comunale di Castell’Azzara
Telefono:
+39.0564.951472
Email:
infocoop@ecosistemacomunale.it
*É possibile prenotare il pranzo presso l’agriturismo “Il Cornacchino” al costo di €15
Le Visite si effettuano su prenotazione telefonica, presso sede Coop. o per email, per gruppi min. 5 persone max 20 persone (per norme anti Covid limitato l’accesso alle Gallerie solo 5 persone per volta + accompagnatore, con un massimo di gruppi di 20 persone).
Fornite pile, caschi e cuffie.
N.B.: I MINORI SOLO ACCOMPAGNATI DA GENITORI O ALTRI RESPONSABILI
ORARIO VISITE Mattina ore 8.30-13,00 Pomeriggio 14,30-18,30 Durata visita c.a min 45,00

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